RICETTE carni


Categoria: carni

Capriolo sulla pioda


Testo a cura di Andrea Dario Manzi Fé. Esperto di gastronomia venatoria su tutti i tipi di selvaggina. Attualmente ha scritto quattro libri sulla caccia di cui due su ricette con capriolo e beccaccia. Collabora da anni alla rubrica gastronomica delle riviste “Diana” e “Beccacce che passione”. È impegnato nel tentativo di “ riqualificare il cacciatore” nei confronti dell’opinione pubblica tramite le tre parole che fanno della caccia un’arte nobile: Etica, Estetica e Sapori.


INGREDIENTI

Muscolo di coscia di capriolo, bucce di uva fragola, peperoncino rosso, burro, olio, sale
PREPARAZIONE

Scaldare la pietra Ollare della Pioda nel forno a 200 gradi per venti minuti. Mentre si scalda tagliare il muscolo di capriolo a fettine alte mezzo centimetro, salare le fettine e lasciarle riposare. Preparare una salsa frullando delle bucce di uva fragola con del peperoncino rosso, aggiungere del burro alla salsa e cuocere il tutto cinque minuti nel forno a microonde. Mettere la Pioda calda in centrotavola sui fornellini e ciascun commensale si cuoce le sue fettine con la cottura a lui gradita. Condire le fettine cotte con la salsa di bucce di uva fragola e servire accompagnato da cardi gratinati.
RACCONTO

Un tempo non esistevano fornelli e gas, un tempo c’era il camino e la brace. In Piemonte usavano cucinare sul camino con le pignatte di rame e sulla brace con la griglia e con la “Pioda”, la pioda è una pietra che si chiama pieta Ollare, una pietra che regge il calore della brace viva e che lo diffonde uniformemente. Il Piemonte è pieno di montagne e le carni che i contadini cucinavano spesso erano quelle che provenivano dalle stesse montagne: capriolo, camoscio, stambecco e cervo catturati negli alpeggi durante la permanenza del pascolo lassù. Questa è una ricetta, un po’ aiutata dalle moderne tecnologie, che rendeva unica ed irripetibile la serata prima di coricarsi su giacigli di legno e paglia.





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