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Padri Pellegrini, indiani Wampanoag e Thanksgiving day


Testo di Sandro Romano. Studioso di gastronomia storica, regionale e del Mondo. Ambasciatore Prefetto per la Puglia dell’Accademia Italiana Gastronomia Storica. Presidente Commissione Regionale Puglia di E.N.D.A.S. Gusto&Tradizioni. Presidente e animatore della “Compagnia della Lunga Tavola”. Assaggiatore vini O.N.A.V.. Autore del libro “Assaggio di Puglia”. Realizzatore di eventi e rievocazioni storiche a tema gastronomico-culturale.

 

Nel 1620 i padri pellegrini, religiosi che volevano scindersi dalla Chiesa Anglicana, sbarcarono sulle coste del Massachussets a bordo della nave Mayflower.
Questo territorio era abitato dalla tribù algonchina dei Wampanoag, che trattò i nuovi arrivati con tutti gli onori e grandissimo spirito di collaborazione.
Tribù particolarmente rispettosa della natura e degli esseri viventi, i Wampanoag, grazie a questo radicato concetto della vita, furono fondamentali per la sopravvivenza dei padri pellegrini e delle loro donne.
Senza di loro, il Nuovo Mondo avrebbe presentato ai puritani difficoltà insormontabili e sarebbero stati ben presto costretti ad abbandonarlo.
Invece, i Wampanoag insegnarono loro a cacciare il cervo e il bisonte, a pescare, a coltivare mais e orzo, ad estrarre il succo d’acero, a cucinare i prodotti di queste attività; in pratica tutto il necessario per sopravvivere in quei luoghi impervi.
Rendendosi conto di quanto fondamentale fosse stata tale collaborazione,  nel 1621, il capo dei pellegrini  invitò Massasoit, capo dei nativi a festeggiare insieme per tre giorni, in segno della loro gratitudine, suggellando così un’ alleanza che durò per molto tempo.
Si narra che i “pilgrim fathers” avessero invitato ai festeggiamenti solo il capo indiano che, però, si presentò a sorpresa con un centinaio dei suoi.
In ogni caso, vennero consumati tantissimi cibi a base di mais, zucca, patate, fagioli, orzo, mirtilli, pesce e carne ma, la pietanza  più rappresentativa, simbolo ancora oggi di questa ricorrenza, è sicuramente il tacchino ripieno.
Così, a ricordo di questo episodio, si decise di festeggiare ogni anno il “Giorno del ringraziamento” (Thanksgiving day) e, a partire dal 1863, terminata la guerra civile americana,  il presidente Lincoln fissò la data al quarto giovedì di novembre.

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