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Storia e proprietÓ tarassaco


Vivace, resistente, infaticabile, cresce e prolifera nei campi, nei prati, nei luoghi incolti, nei giardini cittadini, lungo le strade, tra le fessure dei marciapiedi.
Originario dell’Europa e dell’Asia e molto diffuso nei paesi mediterranei, il Tarassaco officinale è una pianta erbacea perenne, di piccole dimensioni. In Italia è presente su tutto il territorio, dal mare ai monti, in un gran numero di varietà, ed è senza dubbio una tra le piante selvatiche più conosciute: è il notissimo fiore giallo dei prati, i cui frutti formano il soffione con cui si divertono i bambini.
Più che con il suo nome botanico, il taraxacos è noto per i tanti appellativi popolari, in uso nelle varie regioni italiane, che ne dimostrano l’enorme diffusione. I più comuni sono: “dente di leone”, per la dentellatura delle foglie; “piscialletto” per le sue proprietà diuretiche; “girasole dei prati”, i suoi fiori seguono il corso del sole; “orologio del pastore”, i petali si schiudono all’alba per serrarsi al tramonto; “barometro del contadino”, il soffione è un una sorta di meteorologo, se i semi volano anche in assenza di vento, assicurano i contadini, presto si scatenerà un temporale. Secondo la tradizione popolare il Tarassaco è considerato anche un oracolo; infatti, gli innamorati credono che se tutti gli acheni del soffione volano via al primo soffio, la persona amata ricambierà il loro amore.
Oggi questa specie è ai primi posti nella lista delle piante officinali maggiormente utilizzate. Già nel X sec. i medici arabi consigliavano il tarassaco come depuratore del sangue. Dal XVI sec. il suo proficuo utilizzo (durante i cambi stagionali) per disintossicare e purificare tutti gli organi del corpo, ha fatto prosperare una vera e propria terapia: la “tarassoterapia”.
Tutta la pianta è commestibile e contiene un apprezzabile apporto di vitamine e sali minerali. Le foglie dal gradevolissimo sapore amaro aromatico, quelle esterne più grandi e dure si possono consumare cotte, quelle interne si mangiano in insalata oppure con il lardo fritto.
Con i boccioli fiorali si preparano succhi e tisane e possono essere conservati in salamoia o sotto aceto per essere usati a mo di capperi.
Il tarassaco migliore per le preparazioni sopra elencate è quello primaverile (più ricco di aroma se colto prima della fioritura), quello autunnale è più adatto ed essere lessato o cotto in minestra.
Con i fiori si possono fare gustose gelatine e marmellate. La radice essiccata è ottima per fare decotti depurativi, ma se macerata e polverizzata diventa un eccellente surrogato del caffè.
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