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Papa Sisto IV banchetti e diete


La vita di Francesco della Rovere sembra snodarsi tra politica, lusso, tavole imbandite, abbuffate e digiuni. Questo è il Papa che, pur avendo inventato l’Inquisizione, trasformò Roma in una vera capitale del Rinascimento.
Sisto IV, nonostante i lussi della sua corte, non fu un assiduo mangiatore, ma un patito di diete, al punto che gli esperti medici erboristi dell’epoca gli dedicarono trattati di grande interesse.
In realtà il Papa, protettore degli umanisti, appoggiava vivamente sia produzioni d’opere morigerate che pubblicazioni inneggianti voluttà e lusso come quelle del Platina.
Sisto IV esigeva l’organizzazione di grandi banchetti per le occasioni ufficiali, con pasticci in crosta e piatti a base di carni pregiate, come cervo, daino, beccafico, fagiano, pernice. Fra le sue feste celebri, oltre a quella in onore di Eleonora d'Aragona, c’è anche la cena offerta al Duca di Sassonia dopo una stupefacente battuta di caccia.
Dagli eccessi d’abbondanza gastronomica di Sisto IV, passiamo alle sue altrettanto eccessive diete a base di verdure, latticini o baccalà. Egli era estimatore del consumo d’erbe dolci o amare, fresche o bollite, e dell’uso dei formaggi (piacentino o marzolino) a scapito delle carni portatrici di gotta.
Questo Papa, consigliato dai suoi terribili nipoti, per ingraziarsi la plebe affamata rinnovò anche i fasti delle celebrazioni per strade del carnevale, con l’offerta di cibo e lo svolgimento di una corsa rodeo consistente nel catturare due maiali lustri, lavati e profumati.
Il mecenatismo e lo sperpero di denaro fatto per imprese guerresche velleitarie, come la Crociata contro i Turchi, ridussero le casse di Sisto IV a un tale deficit che i generi di prima necessità andarono alle stelle, costringendo i fornai a tenere in bottega una guardia pontificia con l’alabarda, al fine di sedare gli eventuali tumulti.
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