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Procopio Cutò e il gelato


Francesco Procopio Cutò (1651-1727)
Francesco Procopio Cutò (1651-1727)

Francesco Procopio Cutò, che i francesi tradussero in “Dei Coltelli”, era nato in Sicilia ai piedi dell’Etna. Alle nevi di questo vulcano ed alla sua intraprendenza si deve la sua fortuna.
La giovinezza lo vide pescatore, come il nonno Francesco ed il padre Onofrio; fu proprio il nonno a fornire al giovane l’occasione del riscatto. Il vecchio Francesco, quando non era in mare a pescare, si dilettava nella costruzione di una macchina per fare i gelati, che migliorasse la qualità di quello che allora si produceva.
Fin da epoche remote con le nevi dell’Etna unite a succhi di frutta o miele si preparavano una sorta di sorbetti molto apprezzati dalla popolazione e dai ricchi aristocratici. L’anziano pescatore lasciò dunque in eredità al nipote la sua invenzione: Procopio la studiò a lungo, fece prove, ottenne successi ed insuccessi finché un giorno si sentì pronto per tentare la fortuna.
Divenne cuoco, approdò a Parigi e qui, con notevole coraggio e lungimiranza, aprì un Caffè che portava il suo nome francesizzato “Le Procope”. Fu il primo Caffè di Parigi, tuttora esistente ed attivo. 

Procopio ottenne la nazionalità francese nel 1685; dieci anni prima aveva sposato Marguerite Crouin dalla quale aveva avuto ben otto figli. Quello non fu il suo unico matrimonio, perché si risposò altre due volte, l’ultima da anziano, ed ebbe altri cinque figli.

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