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Storia funghi prugnoli


Il prugnolo o “musciarulo” è un fungo primaverile. E’ probabile che il nome “musciarulo” deriva dall’inglese mushroom che significa  fungo, per l’appunto. Il nome botanico è  Tricholoma Georgii chiamato anche  fungo di San Giorgio,  proprio in riferimento alla sua comparsa attorno al 23 Aprile, giorno di S. Giorgio. Da molti ritenuto uno dei miceli più prelibati d'Italia, spunta nei prati e nei campi adiacenti i boschi, quasi sempre associato al biancospino, al pruno selvatico, alla rosa canina e molto spesso si presenta disposto in un  caratteristico cerchio. E’ un fungo molto apprezzato dai gastronomi, anche se ancora non ha ricevuto il riconoscimento che merita. Una ragione, probabilmente, potrebbe essere ricondotta al suo periodo di crescita primaverile, suscitando meno interesse alimentare  rispetto all'autunno che è una vera e propria esplosione di sapori e profumi del sottobosco. Questo ha portato ad identificare la stagione autunnale come quella tipica dei funghi, trascurando così tutti quelli che nascono in altri periodi dell'anno, come i “musciaruli” che spuntano in luoghi erbosi, nelle radure ed ai margini dei boschi soleggiati e luminosi.

L’erba primaverile favorisce l’identificazione del fungo attraverso stranissimi cerchi e semicerchi di vegetazione che si formano in mezzo a campi e prati, alternando fasci di erba più verde di quella circostante. I cercatori sostengono che queste  fungaie naturali, che formano i cosiddetti cerchi delle streghe, si spostano nel tempo. Vedere un cerchio di funghi lascia un po' interdette le persone non avvezze a questo tipo di fenomeni  naturali, così nell’immaginario collettivo cerca di spiegare l’inspiegabile attribuendogli  riti magici o frutto di stregonerie. Naturalmente, nei tempi che furono, la credenza veniva favorita e rinforzata dagli stregoni e dagli sciamani. Molte sono le leggende nate in relazione a queste particolari manifestazioni della natura, in passato si raccontava che l'erba, distribuita regolarmente in cerchi concentrici, fosse calpestata da streghe e magiari e per questo motivo non veniva toccata dagli animali, oppure che avesse potere allucinogeni. A rafforzare questa ipotesi “soprannaturale” spunta il fungo, già in odore di diavoleria, così da evento inspiegabile diventa ragionevolmente perimetro di danze delle streghe e di racconti per i posteri. Secondo la scienza micologica, il fenomeno è invece dovuto al micelio dei funghi che, una volta formato, tende a propagarsi attraverso terminazioni periferiche che vanno verso l’esterno. Al centro la terra rimane arida perché svuotata dalle sostanze nutritive mentre all'esterno viene liberata ammoniaca che, trasformata dai batteri nitrificanti in ione nitrico, agisce da concime formando un cerchio di erba verde e rigogliosa.

Il cerchio si allarga col tempo, fino a che non ci mette piede l’uomo, con la lavorazione della terra o con il semplice calpestio, ed interrompe il propagarsi o allungarsi dell’evento naturale. Il prugnolo è il soggetto protagonista di questo fenomeno, anche se parecchi intenditori e micologi sostengono che anche altri funghi, più specificamente boschivi, sono in grado di propagarsi e di comportarsi nella stessa maniera, tuttavia, non essendo presente un tappeto vegetativo uniforme, non è possibile visualizzare il fenomeno in maniera così evidente come nei prati. Addirittura alcuni sostengono di essere in  grado di riconoscere la specie, di fungo, solo osservando il cerchio d’erba e la sua composizione.

Il prugnolo è inconfondibile con il suo odore di farina fresca, è bello da vedere ed ha un sapore unico ed  eccellente, caratteristiche non sempre facili da trovare in un fungo, quindi non resta che assaggiarlo.  I “musciaruli” raccolti, lavorati e conservati e in maniera tradizionale, si utilizzano per la preparazione di piatti saporiti e profumati ed è uno dei funghi più raffinati. Tanti sono i modi per gustare questo fungo, crudo e condito con sale e pepe, poco cotto per gustare al meglio le sue caratteristiche, sott'olio, oppure secco per aromatizzare al meglio alcuni piatti. Vi consiglio di farci un bel sughetto magari di pomodoro fresco e con una spolverata finale di origano con cui condire la pasta fatta in casa. Aggiunti alla frittata dopo essere stati soffritti, diventano una prelibatezza.  Sicuramente cotto, il “ musciarulo” va benissimo ma è anche uno di quei funghi da mangiare a crudo o sott'olio.

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