NOTIZIE CATEGORIA D.PANI - DOLCI
A prima impronta viene da sintetizzare la pasticceria napoletana nella triade: Pastiera-Sfogliatella-Babà, ma ci si accorge poi che la sua tradizione è molto più sfaccettata. Straordinaria è la varietà dei prodotti delle terre vesuviane e della Penisola Sorrentina: albicocche, susine e pesce, ciliegie e amarene, limoni e arance, noci, fichi e miele.
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Ne troviamo citazione a fine ‘500, nel “Trinciante” di Reale Fusoritto, fra le pietanze del banchetto offerto a Castel S.Angelo in Roma ai figli del Duca di Baviera. Il Pan di Spagna, che apparteneva alla nuova categoria di quei dolci dove non entrava il lievito, era creato da un’alchimia fisica...
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Famosa in tutto il mondo, per il suo “mitico” sapore si dice sia nata dalle mani della sirena Partenope, abile nell’amalgamare in un’unica delizia i migliori frutti della terra vesuviana. Presente in ogni periodo dell’anno, mantiene un rapporto privilegiato con la Pasqua, quando sin dall’epoca di Costantino...
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Nonostante il nome le origini della “zuppa inglese” sembra che siano italiane. Ferraresi, per la precisione: all’antica, nobile città emiliana spetta il merito di aver rielaborato in maniera creativa l’originale ricetta britannica, sostituendo la maggior parte degli ingredienti, e dando vita a quell’insieme equilibrato e armonico di sapori, divenuto poi la specialità dolciaria locale.
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Leggenda vuole che sia stato il doge Andrea Doria, nel ‘500, a bandire un concorso tra i maestri pasticceri di Genova per la creazione di un dolce rappresentativo della ricchezza cittadina. Questo dessert doveva essere coerente con l’anima marinara genovese: nutriente ma di lunga conservazione...
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Questa è una golosità tipica veronese, delicata, soffice, “cresciuta”, che ha trovato un posto d’onore nelle tavole natalizie italiane. La sua storia è ricca di aneddoti e leggende. L'attuale versione del pandoro risale all'ottocento come evoluzione del "nadalin", il duecentesco dolce della città di Verona.
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Diffusi in tutta la regione sono diventati con il tempo uno dei simboli del Natale. Il loro aspetto festoso di piccole palline dorate, decorate con confettini di tutti i colori e guarnite con frutta candita, mette un’allegria quasi contagiosa. Nella forma e nella composizione ricordano la Cicerchiata, dolce comune ad altre regioni del Centro-Sud.
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Il suo nome risale al termine tedesco “selten” (talvolta) inteso a sottolineare l’eccezionalità della sua preparazione che avviene nel periodo di Natale. Tipico pane di frutta, la sua usanza è diffusa in tutta la regione Trentino Alto Adige, motivo per cui è difficile codificare una ricetta canonica...
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L’origine del panettone è lombarda, anzi milanese. Sembra che esistesse già nel ‘200, come un primo pane arricchito di lievito, miele, uva secca e zucca. Nel ‘600 aveva la forma di una rozza focaccia, fatta di farina di grano e chicchi d’uva. Nell’800 il panettone era una specie di pane di farina...
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Sull'origine dei grissini, uno dei prodotti gastronomici torinesi più famosi del mondo, circolano due versione. La prima, più storica, li farebbe nascere intorno alla seconda metà del '300, quando il pane non si vendeva a peso ma ad ogni unità corrispondeva un soldo; a casua dell'inflazione...
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