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Il Refettorio


San Benedeto e monaci - G.A.Bazzi detto Il Sodoma (15O5 ca.)
San Benedeto e monaci - G.A.Bazzi detto Il Sodoma (15O5 ca.)

Il rapporto del monaco con il cibo è sottoposto ad un rigido regolamento e caricato dei valori simbolici cristiani.
La raffigurazione del refettorio, la sala del monastero riservata al consumo collettivo dei pasti, aveva la funzione di ricordare i precetti spirituali, dietetici e comportamentali connessi al cibo.
Il convento è il luogo ove il piacere alimentare viene istituzionalmente ridotto al minimo, dal momento che fin dalle origini del cristianesimo e in particolare presso le prime comunità monastiche vigeva la convinzione che ogni ricerca di perfezione spirituale dovesse passare attraverso una stretta disciplina alimentare.
Secondo la regola di San Benedetto il mangiar troppo era sconveniente per il buon cristiano perchè appesantiva il cuore. Dalla mensa monastica delle epoche passate era rigorosamente bandita la carne dei quadrupedi, consentita solamente ai monaci malati e molto indeboliti, poiché secondo la teoria aristotelica con la carne si stimolava la produzione di sperma, incoraggiando una sessualità sconveniente a monaci e asceti.
Nella Regola benedettina anche il contegno a tavola è oggetto di prescrizioni assai precise. Tutti i monaci devono servirsi reciprocamente, e durante le mense non deve mai mancare la lettura della parola divina, ascoltata in assoluto silenzio.
Ugo da San Vittore affermava che chiunque sedesse a tavola doveva prima di tutto pensare ai poveri, poiché chi sfamava il povero nutriva Dio stesso.
Significato
Valore illustrativo
Iconografia
Si tratta di un ambiente spesso dipinto negli affreschi che dal tardo medioevo in poi illustrano la vita di santi monaci.
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