NOTIZIE bevande
Il più antico prezzario di questo liquore, prodotto nell’Officina profumo-farmaceutica di Santa Maria Novella, risale al 1859 anche se la ricetta originale dell’alkermes è quella dettata da fra’ Cosimo Bucelli, direttore dell’Officina di Santa Maria Novella già nel 1743, trovata nel ricettario della Fonderia dell’Officina stessa.
Ma la storia dell’alkermes è molto più antica: secondo fonti storiche, si narra che questo liquore, considerato una specialità medicinale, fosse già prodotto, come elisir di lunga vita dalle Suore dell’Ordine di Santa Maria dei Servi di Firenze, fondato nel 1233.
A fine Quattrocento si hanno notizie della sua preparazione da parte dei frati di Santa Maria Novella e dai Certosini (alkermes di Firenze o rosolio). Nel giardino di Lorenzo il Magnifico questa era la bevanda più apprezzata durante le riunioni di scultori, pittori, poeti. Il liquore era sorseggiato sia dai pontefici de’ Medici: Leone X e Clemente VII, che dalla regina Caterina, la quale ne portò la ricetta in Francia, dove divenne nota con il nome di “Liquore de’ Medici”.
Il termine deriva dallo spagnolo e catalano alquermes, documentato nel sec. XV e derivante a sua volta dall'arabo di Spagna (al) qármaz, variante dell'arabo letterario (al) qírmiz, che è il nome della 'cocciniglia', attribuito al liquore per via del suo colore rosso analogo a quello della sostanza colorante. La voce araba deriva a sua volta dal persiano kirm 'verme, lombrico', poiché la cocciniglia, come è noto, si ricava da certe specie di insetti. Il termine alchermes (alkermes, alquermes) è diffuso nelle principali lingue europee.
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