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I Legumi


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Mangiafagioli - Annibale Caracci (1583/84)
Mangiafagioli - Annibale Caracci (1583/84)

Lenticchie, fagioli, fave e piselli sono alimenti d’antichissimo consumo, sebbene per secoli siano stati considerati poco pregiati e discriminati nella gerarchia alimentare.
Presso gli egizi erano apprezzati ceci, lenticchie e piselli, mentre i fagioli venivano considerati cibo per poveri, secondo una classificazione ripresa anche da Plinio e Columella.
I legumi, contengono amido e proteine, erano consumati in gran quantità da greci, etruschi e romani.
Nel Medioevo e nel Rinascimento sembra che diventarono cibo prettamente contadino, quasi mai presente alla mensa dei signori, cultori e consumatori di carne d’ogni specie.
In seguito alla scoperta delle Americhe, grazie alla conoscenza di nuove ed esotiche varietà di fagioli, l’interesse per i legumi ritrovò un certo favore.
Fu con la Rivoluzione Francese che questi cibi salirono alla ribalta della gastronomia per la sovvertita graduatoria della cucina aristocratica.
Simbolicamente i legumi rappresentano la continenza e la mistificazione del corpo. Ai piselli si collega per le loro esigue dimensioni e radici il concetto della fragilità delle cose umane. Essi rappresentano per la piccolezza sia l’umiltà che il giusto aiutato dalla grazia.
Significato
Umiltà, povertà, continenza
Iconografia
Compaiono in scene di genere di tono umile e nelle nature morte italiane e fiamminghe dal XVI al XIX sec. Le lenticchie sono rappresentate nell’iconografia di Esaù. Connessa al fagiolo e l’immagine del Re fagioli di tradizione fiamminga del XVI e XVII sec.

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