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Matilde di Canossa e il banchetto di riconciliazione




Matilde di Canossa (1046-1115)
Matilde di Canossa (1046-1115)

Poche donne hanno avuto, nella storia un ruolo importante quanto quello di Matilde di Canossa (Reggio Emilia), che partecipò da protagonista alla lotta tra l'Impero e la Chiesa.
Data in sposa a Goffredo il Gobbo, dal quale si separò dopo soli tre anni, resse personalmente per quarant'anni lo stato di famiglia che si estendeva su buona parte dell'Italia settentrionale e centrale.
Matilde, che nonostante i digiuni mistici e le veglie, era una donna bella e decisa, ebbe una parte fondamentale nei rapporti tra papa Gregorio VII e il giovane imperatore Enrico IV, suo cugino.
Fra l'imperatore e il papa era scoppiata la famosa lotta per le investiture, e quando Gregorio VII lanciò la scomunica contro Enrico IV, quest'ultimo rendendosi conto del potere della Chiesa sul suo popolo, fece quello che diventò un simbolo di sottomissione per eccellenza: l'umiliazione di Canossa.
Fu grazie alla cugina Matilde che l’imperatore, dopo essere rimasto per tre giorni a supplicare sotto la neve a piedi nudi (1077), ottenne il perdono e venne ricevuto dal Papa nel castello di Canossa.
Interessante è adesso parlare del banchetto di riconciliazione che avvenne fra i due sovrani. Si mangiò per un'intera notte, le portate furono più di venti. Fonti sicure ci dicono che la cena si aprì con una calda zuppa di ceci, cui fecero seguito arrosti di bue aromatizzati alle erbe, selvaggina varia e cinghiale. Si racconta che fu servito un vitello arrosto intero che conteneva nel ventre pernici e fagiani. Ma quello che più stupì fu un piatto raffinatissimo, il biancomangiare.
Matilde morì amata e venerata da tutti. Nel 1635 le sue spoglie furono spostate da Mantova in Vaticano, e poste insieme a quelle degli apostoli e dei martiri della fede.
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