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Il digiuno


Fu digiunando che Gesù si preparò alla sua missione, proprio come Maometto e Buddha. Il digiuno è il primo comandamento della Bibbia, Dio ordinò ad Adamo di non mangiare i frutti di un certo albero (Gn 2, 16 - 17).
Lévi-Strauss ne "Il crudo e il cotto" scrive che gli Xerente (nativi americani) consideravano i periodi di siccità come eventi dovuti alla collera del sole verso gli uomini. Per scongiurare il suo sdegno essi celebravano una cerimonia che per durata e rigore spiccava fra tutte le altre. Per tre settimane gli uomini adulti digiunavano e cantavano quasi ininterrottamente e si astenevano dal dormire e dal far uso di acqua.
Il digiuno è anche uno dei cinque pilastri dell'Islam: il mese di Ramadan, il nono, impone una totale astensione dal cibo, dalle bevande e da ogni altro piacere del corpo, compreso il fumo e i rapporti sessuali. Dura 28-30 giorni, dal sorgere della luna nuova al sorgere della successiva, perché i mesi sono calcolati secondo il calendario lunare (311 giorni) e cade nella stessa stagione solo ogni 33 anni. Ha inizio col nascere del giorno e termina con il calare della notte. Tutti i musulmani adulti, sani di corpo e di mente, uomini e donne, sono obbligati a digiunare.
Si consideri anche l'aspetto sociale ed etico: durante questo periodo vengono versate le tasse per i poveri e si cura la carità più assiduamente del solito; ci si astiene da condotte riprovevoli, che ne annullerebbero il valore e sarebbe opportuno trascorrere il periodo in meditazione, in silenzio e nella lettura del Corano.
Secondo il cristianesimo con il digiuno Dio ha voluto porre dei limiti al corpo, ed a tale precetto si rifanno i comportamenti alimentari delle comunità monastiche. Se il corpo diventa grasso e pesante, anche l'anima diventa grassa e ottusa. Cibo come tentazione, dalla mela di Eva in poi. E proprio per questo le donne sono sempre state maggiormente soggette al problema della moderazione. Infatti i Libri penitenziali, elenchi di peccati e di relative penitenze, compilati in ambiente monastico a partire dal IV sec., appaiono illuminanti.
Il cibo è al centro del discorso, se non altro perché la penitenza consisteva in giorni, settimane, mesi a pane e acqua. Il testo più completo, una summa dei precedenti, appare quello di Burcardo da Worms, redatto tra il 1008 e il 1012. In esso si prevede, ed è solo un esempio, per la donna che abbia catturato un pesce e che se lo sia posto nelle parti intime sino alla morte e poi lo cucini e lo serva al marito per aumentarne l'ardore, due anni di penitenza giorni stabiliti.
Ci furono però donne che seguirono spontaneamente la mortificazione della gola, un modo anche per suscitare rispetto e timore; per acquistare piena dignità in un periodo di scarso peso sociale. Furono definite le sante anoressiche. Si pensi a Caterina da Siena che dall'età di 16 anni si nutrì di pane, acqua e verdure, soprattutto erbe amare.
Talvolta la scelta dell'astensione destava preoccupazione, perché dietro la figura emaciata di una virtuosa digiunatrice poteva esserci un'inquietante strega: sostentarsi senza mangiare era ritenuto possibile solo grazie all'intervento diabolico. Infatti la prova del peso veniva richiesta dall'Inquisizione, in quanto le streghe dovevano essere leggere, per poter volare.

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