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PIANTAGGINE e pozioni d'amore




Il suo nome scientifico "Plantago" deriva dal latino “planta” che descrive la forma di piede che hanno le foglie di alcune specie.
La piantaggine è una pianta erbacea che annovera circa 270 specie tra annuali, biennali e perenni. Diffusa in tutta Italia, lungo le strade, al margine dei campi, intorno alle abitazioni, predilige soprattutto le rive degli stagni.
Secondo la tradizione popolare questa era una pianta magica per eccellenza. Nel Medioevo una radice di piantaggine portata al collo preservava da molte malattie fra le quali la febbre malarica, tre radici erano rimedio contro la terzana, quattro contro la quartana.
Messa sotto il cuscino favoriva la conoscenza di cose lontane o ignote, inoltre poteva essere utilizzata per fare vaticini su questioni specifiche, spezzando una foglia e contando i fili che restavano sporgenti.
Trattandosi di una pianta comunissima, conveniva che chi la doveva usare se la cogliesse da solo, era sconsigliabile acquistarla o farsela procurare da altri, perché se una parte veniva ripiantata nel luogo dove era stata colta si annullava ogni suo effetto magico.
La piantaggine era anche indicata per annientare gli incantesimi fatti con i filtri d’amore, e la stessa Santa Ildegarda (XII sec.,) a questo scopo ne raccomandava l’uso in grandi dosi.
Utilizzata nella cura delle ferite e delle piaghe aveva notevole effetto astringente, tanto che la celebre Trotula della Scuola Medica Salernitana, prima donna medico della storia, sosteneva che provocava una riduzione della cavità vaginale, “ut etiam corrupta appareat virgo” in modo da far sembrare vergine chi non lo era più.
Nella medicina popolare, grazie alle sue qualità magiche era un toccasana per diverse malattie, fra le quali quelle riconducibili alla disappetenza sessuale.
Oggi in medicina naturale si impiegano diverse piantaggini, alcune per le foglie e altre per i semi. I semi della specie “psyllium” contengono fino al 30% di mucillagine, che si gonfia nell'intestino agendo come lassativo meccanico e decongestionando le mucose irritate.
La “major”, di cui utilizziamo le foglie, è un'erba diuretica ed espettorante, usata in caso di diarrea, cistite, bronchite, sinusite, infezioni dell'orecchio e tosse. Per uso esterno le foglie fresche pestate in un mortaio hanno proprietà cicatrizzanti, e curano piaghe, piccole ferite o punture d'insetti.
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