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Il Ladro di Merendine di Camilleri




Andrea Camilleri
Andrea Camilleri

Testo di Stefano Buso. Enogastronomo, scrittore, wineblogger, esperto food&beverage, aderente ad A.S.A. (Associazione Stampa Agroalimentare Italiana), membro AIGS (Accademia Italiana Gastronomica Storica). Ha collaborato e collabora con siti web, blog, magazine dedicati al cibo e alla ristorazione. E' stato docente lecturer esperto di enogastronomia presso l'Uniper di San Donà di Piave  - Venezia.

 

Il commissario Montalbano aveva ragione…

Un brivido intenso percorre la schiena citando Andrea Camilleri che, tra i tanti romanzi scritti, ha dato vita al commissario Salvo Montalbano, certamente noto a tutti o quasi.
In omaggio a Camilleri e alla sua penna fluente ecco un estratto tratto da Il Ladro di Merendine – ed. Sellerio 1996 – un libro magnifico, da leggere e poi rileggere (rileggere appaga come ben poche altre cose) proprio perché è un'opera che ogni volta offre un'emozione diversa, vicina al racconto pulsante e foriera di impagabili sensazioni.

 

Il commissario Montalbano durante la pausa pranzo è intento a mangiare un piatto di pesce, il nasello, preparato ad arte in una piccola trattoria. Durante il pranzo viene raggiunto dal collega Mimì Augello. Anche lui ha un certo appetito e ordina prontamente un piatto di pasta e vongole, però in bianco. Aspettando che gli venga servita, Augello, sbircia il giornale del commissario. All'arrivo della portata calda e profumata, Mimì la cosparge di formaggio grattugiato costringendo Montalbano - che nel frattempo aveva terminato il pranzo - ad andarsene perplesso.

 

Da questo episodio ecco lo spunto per una genuina considerazione culinaria. Infatti, un po’tutti siamo aperti a soluzioni gastronomiche nuove, a gusti particolari o ad abbinamenti diversi dal solito, forse curiosi o alternativi, ma per quanto concerne alcuni piatti e relativamente la loro esecuzione restiamo degli inguaribili reazionari!
Sulla pasta e vongole, piatto semplice ma che infonde gaudio e buon umore è raccomandata alla fine una spruzzata di pepe (o peperoncino) e poco prezzemolo, tuttavia il formaggio grattugiato, prezioso ed insostituibile alleato di molte altre pietanze è preferibile non prenderlo in considerazione.
Va da sé che in pratica sui gusti non si dovrebbe mai discutere! Detto ciò, unitariamente, affermiamo che Montalbano nel libro aveva sacrosanta ragione e molti di noi sarebbero rimasti interdetti dinnanzi ad una scelta culinaria così insostenibile.
Infine, un’esortazione sentita, quasi febbrile, rivolta alla lettura di questo libro ed estesa a tutte le opere di Camilleri, grandi libri che esprimono fascino e sentimento per la sua terra e gli uomini tutti.

 

 

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