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Macinacaffè manuale e elettrico


L’introduzione in Europa del caffè risale agli ultimi decenni del ‘600, così l’invenzione dell’utensile che serviva a polverizzare i chicchi viene datata a un’epoca leggermente posteriore.
All’inizio ci si accontentò di pestare i chicchi in un mortaio, e si versava la polvere in un pacchettino di cuoio coperto di grasso o cera. Poi si utilizzò i macina spezie, per arrivare finalmente nel XVIII sec. alla creazione di veri e propri utensili dedicati alla macinatura degli scuri chicchi.
Il caffè era merce rara e preziosa, perciò gli strumenti utili alla sua frantumazione erano d’oro o d’argento, poi nell’Ottocento, con la democratizzazione della bevanda, si affermarono anche materiali come legno, ferro e latta.
Di norma l’arnese utilizzava il principio della manovella che, azionando una vite, metteva in moto una noce metallica le cui pareti erano dotate di dentini.
Le collezioni di macinini da caffè antichi, tutti mossi a mano, propongono un’affascinante gamma di modelli, dai più preziosi ai più rustici.
Nel 1957 con l’invenzione del macinino elettrico, in pochi mesi ne vennero venduti tremilioni di esemplari, la versione manuale andò in disuso. Oggi il macinino da caffè è stato soppiantato dalla vendita di caffè macinato sottovuoto.
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