Le polpette sono un piatto antichissimo e il termine deriva dal latino pulpa, cioè polpa. Le ricette di tradizione italiana sono numerosissime, ma si tratta di un cibo diffuso in tutto il mondo.
Citate nei testi di
Apicio e in quello del
Panunto, che suggerisce di cucinarle avvolte nella rete, le polpette nell’antichità ebbero molto successo perché comode a mangiarsi senza le posate, e ne troviamo traccia anche nel 1519 in occasione del battesino di Cosimo I de' Medici, dove fu servito un grande polpettone cotto nel brodo, con il nome pomposo di "pasticcio di vitella battuta a polpettone". Molte ricette di polpette e polpettoni ci sono state date da
Olindo Guerrini nel libro “L'arte di utilizzare gli avanzi della mensa”.
Il suo amico
Artusi dimostra invece per le polpette un certo disprezzo scrivendo: “Questo è un piatto che tutti lo sanno fare, cominciando dal ciuco, il quale fu forse il primo a darne il modello al genere umano”. Miglior trattamento riserva invece al polpettone, al quale si rivolge con queste parole: “Signor polpettone, venite avanti, non vi peritate; voglio presentare anche voi ai miei lettori. Lo so che siete modesto ed umile, ma fatevi coraggio, e non dubitate che con qualche parola detta in vostro favore troverete qualcuno che vorrà assaggiarvi e che vi farà anche buon viso”. Tradizionalmente il polpettone dovrebbe esser fatto con la carne cruda, mentre le polpette sono un modo per consumare carne avanzata, soprattutto lessa. Le polpette vengono fritte e talvolta rifatte con la salsa di pomodoro, mentre il polpettone può essere cotto in tegame in bianco o al pomodoro.
Leggi ricetta etrusco-romana
Leggi ricetta contemporanea