NOTIZIE CATEGORIA D.SALUMI - CARNI
Intere generazioni a Bassiano, provincia di Latina, sono cresciute mangiando un panino col prosciutto locale. Panino che ancora oggi chiamano lòncio, un appellativo che deriva dall’inglese lunch, pranzo. Una delle tante parole che i bassianesi, ma anche le altre popolazioni dei monti Lepini, hanno mutuato dagli americani nell’ultima guerra mondiale.
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Moltissime sono le preparazioni che prevedono l’utilizzo del cavallo nella cucina barese poiché, da sempre, la sua gustosa carne occupa un ruolo importantissimo nella gastronomia del territorio. Una preparazione particolarissima che richiede grande pazienza, abilità e, soprattutto, grande pulizia sono le cosiddette “ciòle” di cavallo...
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Da molti anni gli storici della cucina dibattono sulla paternità toponomastica della cotoletta: alla milanese o alla viennese? La diatriba potra' forse apparire di poco conto, al massimo degna di amabili conversazioni a tavola. Ma nel secolo scorso a Milano, le polemiche a proposito sono state...
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La Pancetta di Calabria DOP è un prodotto di salumeria dalla forma rettangolare ottenuto dal sottocostato inferiore dei suini; il colore della parte esterna è rosso, marcato dalla presenza di polvere di peperoncino; l’aspetto al taglio è roseo, con striature sottili alternate di magro e di grasso. Il profumo è intenso, naturale, con buona sapidità.
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La Soprèssa Vicentina DOP è un prodotto di salumeria dalla forma cilindrica ottenuto da tutti i tagli nobili delle carni suine, con legatura caratterizzata da uno spago non colorato, che può essere elasticizzato, posto in verticale (imbragatura) e da una serie di anelli dello stesso materiale, posti in orizzontale sopra l’imbragatura.
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La leggenda del nome della bistecca vuole che nel 1565, in occasione di una festa avvenuta a Firenze in p.zza S.Lorenzo, venisse distribuito al popolo un bue girato allo spiedo sulla piazza. Fra la gente c'erano dei turisti inglesi che, alla vista di quelle fette di carne, per chiederle cominciarono...
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Nella mia ricerca storica dell’evoluzione del menù italiano, a partire dal servizio alla russa che nei primi decenni del ‘900 soppiantò definitivamente il servizio alla francese, per arrivare all’attuale codifica: antipasto – primo – secondo – dessert, mi sono imbattuto in un prezioso manuale di cucina...
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Fu alla fine del XVIII sec. che si ebbe uno dei primi casi di «invenzione della tradizione»: la promozione del piatto di carne detto gulasch, poi conosciuta e accettata nell'intero paese da tutti gli strati sociali. La parola gulasch (gulyas in ungherese) significa «mandriano» e il piatto in questione era chiamato in origine «carne alla gulasch».
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Le rigaglie sono le interiora di pollo, di piccione o di altro volatile: fegatino, cuore, cresta, bargigli, uova non nate e stomaco (chiamato anche cipolla, ventriglio o durello).
La parola rigaglie o regaglie deriva dal latino "regalia" che significa cosa degna di un re.
In realtà un tempo
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Quando si pensa alla norcineria dell’Emilia Romagna subito vengono in mente nomi che da soli rappresentano un trionfo dell’opulenza: il Guanciale di Spilamberto, il Manicotto di Mirandola, la Salama da sugo ferrarese, il Prosciutto di Parma, la Mortadella di Bologna, i Salumi piacentini, la Spalla di San Secondo, lo Zampone o il Prosciutto modenese, il Culatello di Zibello.
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