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Prima colazione spuntino mattutino




Testo di Susanna Cutini

“Il buon giorno si vede dal mattino” o “il mattino ha l’oro in bocca” sono due detti popolari fra i più conosciuti. Ma qual’è il modo migliore, più sereno e distensivo di aprire una giornata? Sicuramente consumando una buona colazione in famiglia.
Anche se oggi questo rito si è quasi perso, in favore di una frettolosa tappa al bar, ritrovo nei cassetti della mia gioventù lo “sbrigatevi che il caffelatte si fredda…” ripetuto da mia mamma, accompagnato dall’aroma del caffè d’orzo che arrivava in camera dalla cucina.
Ma cosa rappresentava quel gesto? Era un atto di pura sopravvivenza alimentare? No identificava un gesto d’amore, offerto dalla mamma a tutti noi (oggi lo faccio anch’io ogni mattina a mio marito).
Ma torniamo indietro nel tempo.
Duranti i secoli, il cibo consumato dopo le prime luci dell’alba è sempre stato preparato variamente. In base al ceto di appartenenza si potevano mangiare sia alimenti appositamente elaborati che gli avanzi del giorno prima: pane e formaggio – uova, latte e miele - biscotti intinti nel vino - carne e frutta.
È stato solo dai primi decenni dal Novecento, che caffè e latte con pane e gallette (prima fra i militari poi in tutta la popolazione) hanno unificato gli usi della nostra penisola, lasciando alla tradizione locale la scelta delle forme dei dolcetti da inzuppare nelle bevande.
Poi, il boom economico degli anni ’60, accompagnato dal turismo di massa, integro la colazione italiana con elementi anglosassoni come the, cereali, uova, yogurt, frutta fresca e spremute.
Oggi la maggior parte di noi ha quasi perso l’abitudine di fare una ricca colazione, in favore della veloce sosta al bar per un caffè espresso (lungo, ristretto, macchiato) o un cappuccino accompagnati dal cornetto.
Analizzando la scarsa quantità e qualità di questo primo “pasto” quotidiano, i nutrizionisti hanno lanciato un allarme di attenzione, motivato dal languore di stomaco con il quale gli adulti arrivano all’ora di pranzo, e dalla sempre maggiore svogliatezza e disattenzione che i bambini manifestano a scuola.
Recuperare il rito di un’abbondante colazione, magari in famiglia, non è impossibile.
Proporrei di ripartire almeno dalla domenica, imbandendo la tavola con una bella tazza di caffèlatte, frutta di stagione, marmellate, burro, yogurt e dolci (fatti in casa) come ciambelloni, crostate ecc.
Se poi volete essere “vintage”, fatevi una coccola della nonna: procuratevi del pane raffermo, fattelo a pezzi, mettetene uno strano in una ciotola di porcellana, cospargetelo di zucchero e proseguite alternando i due ingredienti, fino a quasi completare la tazza, per poi bagnare abbondantemente il tutto con caffè d’orzo.
P.S. Segreto di famiglia: al fine di dare tempo al pane di ammorbidirsi e insaporirsi, far riposare il preparato per poi assaporarlo con un grosso cucchiaio.

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