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Cronache (inverosimili) di golosi indecisi




Golosi della Divina Commedia
Golosi della Divina Commedia

Testo di Stefano Buso. Enogastronomo, scrittore, wineblogger, esperto food&beverage, aderente ad A.S.A. (Associazione Stampa Agroalimentare Italiana), membro AIGS (Accademia Italiana Gastronomica Storica). Ha collaborato e collabora con siti web, blog, magazine dedicati al cibo e alla ristorazione. E' stato docente lecturer esperto di enogastronomia presso l'Uniper di San Donà di Piave  - Venezia.

 

Ognuno dovrebbe scegliere il cibo che meglio risponde alle proprie esigenze. Eppure capita esattamente l’opposto con il risultato di provare rimpianto e frustrazione…
Sempre in risalto virtù salvifiche per colazione, pranzo e cena - nello specifico - una bonaria considerazione per riflettere sulle tendenze culinarie di appassionati e golosi. Esistono brillanti strategie pertinenti al cibo senza tralasciare il buon bere? Ogni istante della giornata è saturo di azioni che calpestano la spontaneità. Un assortimento succoso di accomodamenti - indicati per intingere ansia e insicurezza. Inutile illudersi che questo vortice babelico - balzato fuori da un frullatore isterico - non risucchi la pausa pranzo. Vittime di melodie gastrointestinali e sadico fatalismo ingurgitiamo il primo boccone che balla davanti alla bocca. In casa, alla tavola calda o nella mensa aziendale dove è costume rifocillarsi senza concretizzare opzioni gratificanti. Tutto ciò per colpa di pigrizia, modesta fantasia e altre incredibili filastrocche. In ogni caso, esistono un bagaglio di situazioni in cui più di qualche gourmet potrebbe essere finalmente spavaldo mattatore dei propri capricci culinari, definendo così preferenze spontanee verso il vitto e ravvivando l’oramai sonnecchiante palato. In parole povere, una lancia spezzata a favore della blasonata causa gastronomica! È sufficiente pensare alle numerose trattorie e ristoranti - realtà inattaccabili per ogni ghiottone praticante. Purtroppo, neppure in questi ambienti esplode una scelta originale, sguarnita di consigli o suggerimenti. Lo sforzo titanico giunge con la carte, effettiva prova del nove dove è impossibile non capitolare. Iniziando dall’alto e giù - sino al bordo stropicciato della pergamena - quasi mai viene evidenziata una portata da tramutare in concreta decisione. Dopo aver bisbigliato le abituali frasi seriali - tu che mangi, oppure, lei che mi consiglia - prende forma uno spettacolo davvero buffo. Praticamente una penosa capriola sul piatto assaggiato la puntata precedente. Sgomento, indignazione e altro ancora, ma si sa, al peggio non c’è alcun limite. Sembrerebbe che il bisogno maniacale di scoprire attraenti miracoli gastronomici sia sparito. Quale sarà lo sciagurato motivo di tanta riluttanza culinaria? È ovvio che scarseggiano strategia, interesse, ma al contrario non manca l’acquolina di piatti scontati scevri di ogni fantasia. Motivo per cui viene gettata dalla finestra l’indispensabile tattica alimentare e infuria l’appiattimento gustativo. Visto il periodo dell’anno è auspicabile non sia esageratamente virulento.

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