NOTIZIE bevande


Categoria: bevande

Caffè di lupini


Testo a cura di Giuliana Lomazzi

Giornalista specializzata in alimentazione e gastronomia.

Autrice di di varie pubblicazioni

 

“Nonostante la scarsità di terreno e di humus che ricoprono le rocce di porfido, crescono pressoché tutti i tipi di cereali e patate, nonché il tanto rinomato cavolo cappuccio; si coltiva anche un tipo di lupino dai fiori blu che, noto nella zona come 'Caffè di Anterivo', permette persino ai più poveri di realizzare un piccolo guadagno.”

Così scriveva nel 1887 il principe vescovo di Graz Johann Baptist Zwerger, nativo di Anterivo (piccola località altoatesina, vicinissima al confine con la trentina Val di Fiemme).
Fino al secolo scorso, questa coltura rustica e poco esigente era molto diffusa intorno ad Anterivo. I semi venivano tostati in una padella sul fuoco o in una casseruola posta nel forno spento del pane. Erano pronti quando erano bruni proprio come il caffè; a quel punto venivano macinati. Dato che il caffè ottenuto dai lupini è molto amaro, gli anterivesi lo mescolavano sempre con altri surrogati: orzo, frumento, oppure fichi e barbabietole da zucchero, che con il loro dolce attenuano molto il gusto del caffè. Le mescolanze erano questione di gusti e disponibilità.
Nel 2005, la tradizione è stata riscoperta, così ad Anterivo ha ricominciato a diffondersi il profumo dei lupini tostati. Tra l'altro questo caffè, che in passato veniva somministrato al bestiame per particolari cure, può abbassare la glicemia, ma se consumato a forti dosi può dare intossicazioni. Quindi poco, ma buono, mescolato con orzo o altro, come da tradizione.

Leggi storia lupini
Leggi news legumi antichi greci





Stampa Stampa | Categoria Altre news di questa categoria