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Il Pomodoro di Pachino IGP presenta una forma rotonda e dimensioni variabili a seconda della cultivar. Il tondo liscio è piccolo, di colore verde e dal gusto molto marcato; il costoluto è di grandi dimensioni e si caratterizza per il colore verde molto scuro e brillante; il ciliegino ha frutti piccoli dal colore rosso su un grappolo. La polpa del Pomodoro di Pachino IGP è soda. La zona di produzione comprende l’intero territorio dei comuni di Pachino (SR) e Portopalo di Capo Passero (SR), nonchè parte del territorio dei comuni di Noto (SR) ed Ispica (RG).
Il pomodoro è il prodotto tipico della orticoltura pachinese. Le prime coltivazioni risalgono al 1925, localizzate lungo la fascia costiera in quelle aziende che disponevano di acqua di irrigazione da pozzi freatici. Da queste prime esperienze si constatò che l’ortaggio coltivato in questo areale entrava in produzione con un anticipo di circa 15-20 giorni rispetto ad altre zone di produzione.
Tuttavia, l’interesse verso questa coltivazione era limitato dalla diffusione della vite. Intorno agli anni ’50, le coltivazioni di pomodoro si estesero su più ampie superfici localizzate sempre lungo la fascia costiera, utilizzando delle tecniche di forzatura e di difesa della coltura allo stato primordiale. Infatti, l’ambiente della fascia costiera, malgrado i particolari termometrici favorevoli, è soggetto ad eccezionali cadute istantanee di temperature e sbalzi termici tra il giorno e la notte che hanno talvolta causato la distruzione di intere coltivazioni orticole. Gli apprestamenti di protezione più diffusi erano la copertura individuale delle singole piante con i materiali più diversi, come le stuoie intessute con filo di ferro ed animate da canne.
Agli inizi degli anni ’60 si assistette alla nascita delle prime serre realizzate con capanne di canna comune e ricoperte con tele di plastica. Negli anni successivi le serre vennero realizzate con strutture sempre più consistenti ed al posto delle canne furono utilizzati pali di castagno ed una intelaiatura in legno di abete. La coltura protetta è, pertanto, da considerare la risultante di un processo d’evoluzione iniziato in maniera primordiale e quasi naturale per anticipare la coltivazione e la raccolta del pomodoro.
La profonda crisi della viticoltura degli anni ’70 portò ad una rapida riconversione di molte aree alla sericoltura ed alla nascita delle prime forme associative che iniziarono la commercializzazione del prodotto con l’indicazione della zona d’origine Pachino. Il Pomodoro di Pachino ha così acquisito nel tempo sui mercati nazionali ed esteri una diffusa reputazione legata alle spiccate caratteristiche qualitative dei frutti.
Il Pomodoro di Pachino IGP si caratterizza per un periodo di conservazione superiore a quello degli altri tipi di pomodoro. Usato con tocco sapiente, condisce, esalta e decora i piatti della cucina mediterranea. Può essere impiegato fresco, nella preparazione di gustose insalate miste, nelle paste fredde ed immancabilmente sulla pizza, ma può anche essere usato per insaporire minestroni e primi piatti. Da antiche tradizioni siciliane il pomodoro, essiccato con sapienza, viene conservato in purissimo olio d’oliva e quindi impiegato negli antipasti e tartine, nei patè, in abbinamento a carni lesse e per la preparazione di panini e tramezzini.
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