NOTIZIE d.aromi - orto - frutti
Testo di Angie Cafiero
Scrive di cultura gastronomica e di cucina vissuta, utilizzando le fonti provenienti direttamente dalle voci della tradizione. Da oltre due lustri cura la rubrica di gastronomia dedicata al Mangiar Bene di supereva.
La pera mastantuono (in dialetto napoletano Pera e’ Mast’Antuono’) è una particolare varietà pera di dimensioni molto piccole e rotondeggianti, che vede il massimo della sua produzione nel mese di agosto. Ha una polpa soffice e profumatissima. Purtroppo, attualmente assieme ad altre varietà locali, è stata soppiantata, nonostante le ottime qualità organolettiche dei frutti, da cloni con pezzature più grandi. Pera eccellente soprattutto per la consistenza e la profumazione.
Viene consumata fresca o trasformata in marmellata o in pasticceria imbottita con ricotta e ricoperta di cioccolata. Il perché di questo nome lo ritroviamo in una testimonianza raccolta dall'amica scrittrice Cecilia Coppola - ...questa pera è corposa e dolce, ma è necessario che non sia ancora matura quando serve per preparare le famose “ pere mbuttunate”, una vera leccornia, che era considerata anche simbolo di abbondanza e buon augurio.
La signora Giovannina Salvo Irolla mi mette a conoscenza di una singolare storia legata a questo frutto, che la mamma Angelina le raccontava. “ Un contadino aveva un albero di pero, molto dispettoso, perché non aveva mai nel corso degli anni prodotto una sola pera, nonostante le sue cure e la sua attenzione. Per questo, stanco e disilluso, decise di tagliarlo e di vendere il legno, Uno scultore ne acquistò il tronco e fece una statua raffigurante Sant’Antonio che fu benedetta e messa in chiesa. Il contadino, venuto a conoscenza del fatto, si portò accanto all’immagine e disse” Io ti cunosco piro e nun facevi pere, mo’ si Sant’Antonio e vuo’ fa’ ‘e grazie? ”(io ti conosco albero di pero che non produceva alcuna pera, ora che sei Sant’Antonio come puoi fare le grazie?”)”.
Da qui ha origine, con molta probabilità, il nome pera Mast’Antuono e questa frase è diventata proverbiale e si usa nei confronti di qualcuno che vuol sembrare buono e santo ed invece non lo è.
Ma non tutti sanno che con questa pera, maggiormente utilizzata in preparazioni dolciarie, veniva realizzato un ottimo sugo, esisteva infatti un “Ragout di pere “mastantuono”, che è stato "ritrovato" e "riscoperto" da Antonio Cafiero, proprietario del ristorante "La Conca" (III traversa Alimuri - Marina di Alimuri Meta). Appassionato cultore di gastronomia locale, con Antonio in comune, non abbiamo solo il cognome, ma la passione che ci porta alla ricerca dei sapori della tradizione che raccogliamo dalla voce dei nostri anziani, e così le ricette di un tempo.
Il periodo in cui veniva preparato questo ragout era quello di ferragosto, in occasione della festività dell'Assunta. La cucina dei nostri avi era una cucina povera che utilizzava materie prime provenienti da risorse locali.
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