NOTIZIE CATEGORIA A.PRODOTTI TRADIZIONALI ITALIANI
L'isola di Salina, a nord delle coste siciliane, si è affermata come uno dei centri della produzione italiana di qualità; il cappero è parte integrante del paesaggio e, fino all'avvento del turismo, ha costituito il motore trainante dell'economia isolana. La cultivar più diffusa è la Tondina (o Nocellara)...
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A Morozzo tradizionalmente i capponi si fanno con la razza Bionda Piemontese e, quando sono pronti (peso variabile tra 2/2,7kg) hanno una lunga coda nera con riflessi metallici e penne lucide rosso mattone orlate di blu o di verde. La preparazione del cappone è prerogativa esclusiva delle donne, perché richiede mani fini e abili...
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La melanzana Rossa di Rotonda (Solanum Aethiopicum) non ha nulla in comune con la melanzana viola (Solanum Melongena). Quella di Rotonda è arrivata alla fine dell’Ottocento, probabilmente dall’Africa, forse importata da alcuni soldati di ritorno dalle guerre coloniali. Nel dialetto locale si chiama “merlingiana a pummadora”, perché è piccola e tondeggiante come...
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Una nuvola bianca: questo è l'effetto che danno i mandorli in fiore nei mesi di gennaio e febbraio nel siracusano. In particolare, le colline di Noto possiedono antiche cultivar di mandorlo che offrono un prodotto di altissima qualità: frutti profumati, dolci e aromatici. Quella del mandorlo è una coltivazione...
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Da due secoli a Polizzi Generosa si coltiva un fagiolo bicolore: medio piccolo e tondeggiante, chiamato affettuosamente in dialetto “badda”, cioè palla. È un fagiolo screziato, pressoché sconosciuto fuori dalle Madonie, che di volta in volta, può essere avorio con macchie rosate e aranciate, oppure avorio con macchie viola scuro, quasi nere...
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Da sempre il comune di Giarratana è noto per la produzione di cipolle straordinariamente dolci e dalle dimensioni molto grandi. Dalla forma un poco schiacciata, con tunica di colore bianco brunastro, polpa bianca sapida mai pungente, questi bulbi pesano circa 500 grammi, ma possono anche superare i due chilogrammi. L’altopiano ibleo, con la sua roccia...
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In Piemonte molti conoscono questa piccola susina blu-violetta, pressoché sconosciuta nelle altre regioni italiane. Il termine Ramassin (dalmasin o darmasin) è dialettale e traduce il nome della varietà cosiddetta damaschina, che si rifà a sua volta alla città siriana di Damasco, località originaria di coltivazione...
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Carmagnola è una delle capitali italiane del peperone, declinato in quattro diverse tipologie: il Quadrato (quasi un cubo con quattro punte), il Corno o Lungo (un cono molto allungato), il Trottola (a forma di cuore), il Tomaticot (ibrido tondeggiante schiacciato ai poli come un pomodoro). Il Presidio Slow Food è legato al Lungo, nel Carmagnolese...
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Questi pomodorini da serbo “col pizzo” sono una delle produzioni più caratteristiche dell’area del Vesuvio. Da sempre costituiscono il veloce spuntino di mezza mattina dei contadini nei campi: un pomodorino “schiattato” sul pane, un filo d’olio, sale e basilico. Sono detti anche spongilli o piénnoli (“pendoli”)...
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“Vuolsi notare che fra i ricolti, onde maggiormente si avvantaggia la classe agricola è quello delle cipolle, ricercatissime anche da lontane regioni, essendo prodotto speciale di una parte di questo suolo, che le rende preferibili a quante ne producono altri terreni”.
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