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L’abbondanza dei pascoli e l’allevamento di animali sono parte fondamentale dell’identità di questo popolo, per il quale il bestiame ha rappresentato nella storia il principale mezzo di scambio. Lo storico anglo normanno Gerald of Wales che nel XII sec. scrisse a proposito dell’Irlanda: "Questa isola è ricca di pascoli e prati, miele e latte…".
Oggi il colore verde fa immediatamente pensare all’Irlanda, che si identifica nel simbolo del trifoglio risalente ai tempi di San Patrizio, patrono dell’isola. Secondo la tradizione il Santo raccolse il trifoglio (molto comune in quelle terre) dai pascoli verdi e lussureggianti per spiegare come le tre foglie separate, unite dallo stelo, oltre ad identificare la prosperità delle greggi, rimandava al concetto della Santa Trinità.
L'originaria cucina irlandese era basata perciò sulla carne ed i prodotti caseari, con l'aggiunta del pesce nelle regioni costiere e delle verdure spontanee.
L'arrivo nell'isola della patata trasformò le abitudini alimentare segnando pure degli eventi storici irlandesi: l'esplosione demografica tra il XVIII e XIX sec. (piatto comune patate e burro); lo scoppio della grande carestia con regressione demografica tra il 1846 e il 1849 a causa dei parassiti che colpirono le coltivazioni di patate.
Oggi i cardini del mangiare irlandese sono patate e birra, con due robusti apporti proteici garantiti da agnello (montone) e salmone. Oltre a queste pietanze l'Irlanda trova un codice tradizionale nel suo pane. Ve ne sono diverse varietà, bianco o nero, e tra queste il più nutriente ed originale è il Soda Bread, la cui ricetta risalirebbe al 1840 ca. È a partire da quella data che il bicarbonato di sodio, appena introdotto in Irlanda, venne utilizzato per la lievitazione del pane di grano tenero. Ci sono diverse teorie per quanto riguarda il significato della croce tracciata sopra al pane di soda. Alcuni ritengono che venne apposta per scongiurare il male, altri che facilitasse la cottura e fosse linea guida per la suddivisione. Il Soda Bread con un velo di burro salato sopra, è un ottimo accompagnamento a diverse varietà di zuppe (di funghi, di pesce, di frutti di mare, di legumi o verdure).
In Irlanda oltre ad alcuni dei migliori agnelli del mondo, ci sono diversi tipi di formaggio. Testi dell'VIII sec. raccontano che i casari ne producevano una grande varietà: il tanag e il grus (pressati a latte scremato), il faiscre grotha (fresco anch’esso pressato), e il tath a cagliata acida. La diversità dei formaggi si deduce anche dai riferimenti ai coagulanti: non si usava soltanto caglio animale – sia di vitello che di agnello – ma anche muschio (carraigin) e una particolare varietà di viola (mothan). L'arte casearia contemporanea si basa invece sul Cheddar, il Cashel Blue, il St. Killian e l'affumicato Durrus.
Le aringhe pescate in questi mari sono molto pregiate, mentre il salmone (in grandi quantità), il merluzzo e le ostriche di Galway rappresentano i piatti a base di pesce maggiormente consumati. Il piatto mitico è l'Irish stew, uno stufato a base di collo di montone, pattate e cipolle. Tra i dolci segnaliamo le torte di mele o mirtilli o le porter cake fatti con frutta secca e birra. Ottimi gli scones, bianchi o scuri, con uvetta o senza, serviti in genere insieme ad una tazza di te scuro.
PASTI PRINCIPALI
Il pranzo consiste in una breve pausa dal lavoro nella quale si consuma presso qualche chiosco uno spuntino.
Il dinner (la cena), prevede generalmente un antipasto o una zuppa, un secondo di carne o di pesce e un dessert o in un piatto di formaggi.
L'Irish Breakfast (colazione) è il pasto principale, oggi consumato nella sua forma più completa solo nel week-end. Le moltissime pietanze che lo compongono possono essere soda bread, burro, marmellata, buttermilk (latte cremoso), porridge (fiocchi d'avena cotti), bacon alla griglia, sanguinacci e salumi vari, salmone in tutti i modi, pomodori alla piastra con erba cipollina, uova, funghi e rognoni di agnello saltati con noci di burro e insaporiti con senape e pepe nero, assaggi di formaggi e frutta fresca come mele o pere. Le bevande che innaffiano tutto questo sono tè e succhi di frutta.
BEVANDE
Sin dal Medioevo l’Irlanda è uno dei principali produttori e consumatori di birra nel mondo. Un documento del XVII secolo riporta che nella sola Dublino c’era una birreria (circa 1.200) per ogni 4 famiglie. Le stouts (birre di balto) che segnaliamo: Guinness prodotta a Dublino, la Kilkenny Ale, o la più antica Smithwick's. Sempre in ambito di bevande alcoliche, in Irlanda ci sono note distillerie che producono whisky forti, come il Jameson, un whiskey (con la e aggiunta) distillato ben tre volte, oppure la crema di whisky, prodotta dalla Baileys ed esportata in molti paesi.
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