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CIPRO l'isola di Afrodite


Nicosia
Nicosia

Una leggenda narra che la dea Afrodite (Venere), protettrice dell’amore e della bellezza, nacquè dalla schiuma del mare (in greco “Aphròs”) presso Cipro. La cucina dell’isola ha caratteristiche tipiche della cucina mediterranea, è una cucina simile alla greca con influenze mediorientali, principalmente turche, armene, siriane e libanesi. La cucina cipriota, è una cucina saporita, ma che risulta essere abbastanza leggera, è celebre per i suoi antipasti, mezedhes, 15-25 portate di antipasti a base di formaggio, carne, pesce e verdure, che vengono serviti con una ricca serie di salse.
Piatti tipici dell'isola originari dalla cucina greca e turca sono il Kebab (fette di agnello o maiale nella pita, tipico pane), e la greca Mosaka (carne tritata con verdure). Tra i piatti principali troviamo il montone e l'agnello, ma ottimo è anche il pesce. Tra le specialità di carne è il tavas (stufato di agnello o manzo con pomodori, cipolle e cannella) e lo stifado, uno stufato di agnello o coniglio cucinato con cipolle, vino e aceto. Altri piatti tradizionali della cucina cipriota sono la spanakopita (spinaci, feta e uova avvolti in una pastella molto sottile), le kouperia (foglie di vite ripiene di riso o di carne), le yemista (verdure ripiene cotte al forno), le midye tavasi (cozze pastellate e fritte in olio), i dolmades (foglie di vite ripiene), il pourgouri (grano tritato, cotto a vapore con cipolle fritte), la moussaka (un pasticcio di melanzane, patate, carne trita, formaggio e besciamella), l’hummus (un pasticcio di ceci, sesamo, olio di oliva e limone). I dolci ricordano la pasticceria turca, tipici dell'isola sono la Kadeifi (torta di miele), l'Halvas (a base di miele) e il Soujoukko (dolce a base di mandorle immerse in succo d'uva caldo, poi lasciate essiccare al sole). Il pane tipico è la pitta, una forma schiacciata non levitata cotta nel forno di pietra.
Formaggi
La produzione di formaggi a Cipro è limitata a poche specialità, spesso realizzate artigianalmente e che trovano un largo impiego in cucina. Il più popolare di tutti è sicuramente l’halloumi, un formaggio a pasta soda ricavato dal latte di capra, piuttosto salato e aromatizzato con menta secca sbriciolata che può essere consumato fresco al naturale ma che offre il meglio di sé una volta grigliato o fritto, magari con una spruzzata di limone finale. L’anari, assai simile alla nostra ricotta, è un formaggio fresco che si conserva solo un paio di giorni, viene servito talvolta con miele o confetture e si presta come ingrediente per la preparazione di alcuni dolci. Assai diffuso anche il consumo di feta e kephalotiri, importati dalla Grecia trattandosi di formaggi ellenici ma prodotti anche in piccole quantità nei villaggi di Dhali e Athienou.
Frutti
La vite, insieme all’ulivo, al limone e al carrubo rappresenta l’albero da frutto più antico e importante per dell’isola. Le più remote testimonianze sulla produzione di vino a Cipro risalgono all’Ottocento a.C., attraverso la descrizione che Esiodo ci ha lasciato sulle tecniche di vinificazione dell’epoca e nelle raffigurazioni dei mosaici della casa di Dionysos a Pafos. Ai vitigni autoctoni di mavro e xynisteri si sono aggiunte le varietà di lefkada, ofthalmo e maratheftiko e dai tempi in cui si produceva l’antico nettare dei Crociati, la Commandaria, oggi la produzione vinicola è diventata sempre più importante.
Arance al sapore di cedro, banane di produzione locale e numerose altre varietà di frutta possono o meno completare il pasto. L’isola sembra un Eden quanto a rigoglio della vegetazione ed i pomi colorati della frutta appesantiscono i rami che offrono spesso liberamente la loro “mercanzia” al turista di passaggio.

Tradizioni a tavola

Kopiaste: (siedi con me e assaggia il mio cibo) è con questo vocabolo di origine ellenica, che i greco-ciprioti usano invitare l’ospite per condividere il cibo nei momenti di festa. Quando nei tempi passati gli uomini dell’isola erano contadini o pastori, le rare astensioni dal lavoro nei campi o nei pascoli diventavano l’occasione per allestire insieme alle donne suntuosi banchetti conviviali.
Un matrimonio, un compleanno, una nuova nascita o semplicemente una ricorrenza del calendario della chiesa ortodossa, ogni pretesto era buono per stare in compagnia e fare incetta di cibo e buon vino. La festa era e rimane l’occasione preferita per bere allegramente tra amici e intrattenersi per ore spiluccando i mezedhes l’orchestra di sapori composta da tanti piccoli piattini, serviti caldi o freddi, di terra o di mare. I mezedhes sono autentici gioelli di quella gastronomia che appaga l’occhio, prima ancora che il palato, con i loro colori e per varietà di portate. Sicuramente questa tradizione la miglior testimonianza lasciata in eredità dalle antiche civiltà che hanno dominato l’isola nei secoli: Fenici, Persiani, Greci, Romani, Arabi, Veneziani e Turchi.

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