NOTIZIE usi - costumi


Categoria: usi - costumi

Pescatori e prede di mare


La cultura mediterranea classica ha fatto del mare il luogo del pericolo, dal viaggio rischioso, della via di comunicazione veloce e poco costosa ma “perigliosa”. I documenti assicurativi ed i noli medioevali ci ricordano che quando il marinaio attraccava ad un molo era giunto “a salvamento”.
Ulisse varca le colonne d’Ercole e perisce, il mare non ama i curiosi. Solo nei paesi dell’Atlantico e del Mare del Nord l’elemento liquido veniva già considerato come una risorsa. Nel mondo medioevale il potere e la ricchezza erano legati alla proprietà terriera e alle greggi (pecunia). Il pescatore di mare lavorava fuori dal territorio, rischiava la vita per procurarsi il cibo, e la sua preda non era sicura come il prodotto dell’agricoltura o quello dell’allevamento. Se il mare era tempestoso non si usciva, con conseguente assenza di catture e quindi fame. Gesù affidò la sua Chiesa a Pietro, un pescatore, l’ultimo della scala sociale. Al Bakri, geografo arabo del XII sec. scrive che nella Tunisia del suo tempo la terra apparteneva agli arabi, mentre ai cristiani emarginati era permesso unicamente di fare il più umile dei mestieri: il pescatore.
Leggi ricetta pesce
Leggi news pesca etrusca
Leggi news pesca medioevale
Leggi news pesca Adriatico
Leggi news cambusa
Leggi news arte e cibo
Leggi news pesce afrodisiaci





Stampa Stampa | Categoria Altre news di questa categoria