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Dioniso o Bacco e il vino


Per i Greci Dioniso, per i Romani Bacco, era il dio del vino e dell’estasi.
Secondo la versione più diffusa del mito, Dioniso era nato dall’unione di Zeus con Semele, figlia di Cadmo, re di Tebe. Zeus per avvicinare la donna, che era mortale, le aveva nascosto il suo vero aspetto, ma Semele, istigata dalla gelosa Era, gli chiese di poterlo ammirare nella sua forma di dio del cielo, ed essendogli Zeus comparso con la folgore, restò incenerita. Zeus allora salvò dal suo corpo il piccolo Dioniso e lo cucì nella propria coscia per portarne a compimento la gestazione; quando il bimbo nacque, lo affidò alle ninfe del monte Nisa affinché lo allevassero. Cresciuto nella solitudine dei boschi, educato da Sileno, Dioniso piantò la vite, inebriandosi dell’ “umòr che da essa cola”.
"Il giovanotto con la bella capigliatura azzurra ondeggiante e un mantello scuro sopra le forti spalle" (inno omerico), insegnò agli uomini la viticoltura percorrendo il mondo su un carro trainato da pantere (simbolo d'irrazionalità) con al seguito un corteo di musici, danzatrici, baccanti e divinità minori.
Su questo dio, descritto sempre perpetuamente giovane, esistono molte leggende. In alcune appare mite, generatore di entusiasmo e benevolo consolatore delle afflizioni umane, grazie al vino che allieta il cuore e libera dall’inibizione. In altre saghe viene presentato crudele e violento.
Il suo nome presso i romani divenne Bacco “colui che strepita”, per via del rumore e delle grida che facevano i suoi seguaci.
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