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Onor d’imperatori e poeti, le foglie e le bacche dell’alloro essiccate, entrano in cucina come componenti aromatiche in un gran numero di salse e intingoli. L’alloro (dal celtico “lauer”, sempre verde), nell’antica Grecia era una pianta sacra ad Apollo. Il mito narra di Apollo, che colpito da Eros con una delle sue frecce, fu colto da grande passione per Dafne. Ma la ninfa, impaurita dal troppo ardore dallo spasimante, invocò l’aiuto degli dei che per accontentarla trasformarono il figlio di Zeus in alloro. In seguito lo stesso Apollo dichiarò sacra questa pianta, facendola diventare simbolo di pazienza, gloria e trionfo. Il dio stabilì inoltre, cingendosi il capo con ghirlande fatte di fronde d’alloro, che tutti i mortali che si fossero distinti per atti eroici avrebbero potuto fare altrettanto. Fu così che nelle prime olimpiadi del 776 a.C. i vincitori vennero incoronati con l’alloro. A Delfi le foglie di questa pianta venivano masticate dalle sacerdotesse oracolanti, dette Pizie, e nella tradizione popolare la dafnomanzia ha rappresentato a lungo una forma di vaticinio.
In età romana, corone di alloro cingevano il capo dei sommi, quali poeti, consoli, letterati, imperatori, e tutt'oggi il termine "laureato", con il quale viene insignito chi porta a termine un percorso di studi universitari, deriva da questa pianta aromatica.
Nel medioevo, il botanico de' Crescenzi rammentava che foglie di alloro avvolgevano i fichi e si ponevano nelle gelatine per profumarle, affermando anche che "con qualunque cosa si mettano a cuocere, il suo odore grandemente accrescono confortando stomaco e cervello".
L'alloro non necessita di cure particolari, sviluppa bene anche in vaso, l'unica accortezza è proteggere le piante giovani dal freddo intenso. Fiorisce in marzo, ma le foglie si possono raccogliere in tutte le stagioni e si utilizzano sia fresche che secche. Oggi la pianta dell'alloro trova il suo impiego soprattutto in cucina, ma nel passato era considerata un medicinale contro l'emicrania, la gotta, l'asma, la febbre; le sue foglie secche venivano messe negli armadi per tenere lontani gli insetti, mentre quelle fresche, erano inserite tra le pagine dei libri per impedirne l'ingiallimento.
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