Saliera per Francesco I - B.Cellini (1545)
Il lusso più modesto sulla tavola Romana era costituito dalla saliera rituale, il “salinum”, che con la patera serviva per le offerte di grano e di sale ai Penati, le divinità protettrici della casa.
Fin dalle origini la saliera venne realizzata in materia nobile, poiché era attribuito un grande rispetto al
sale.
Presso le tavole gentilizie le saliere erano due: una monumentale alla destra del padrone di casa, e una seconda più piccola all’altra estremità della tavola.
La saliera monumentale figura tra i primi
ornamenti da tavola medievali e rinascimentali, e la sua forma era spesso quella di una conchiglia montata in oro e argento dorato.
All’origine delle saliere chiuse, a navicella o a cofanetto, ci fu il timore di un avvelenamento, infatti il sale poteva essere sostituito con polvere d’arsenico.
Con il tempo, l’uso della navicella si estese da contenitore di sale a quello più ampio di recipiente per tutto l’equipaggiamento del signore: tovagliolo, coltello e cucchiaio.
Nel corso del ‘500 la saliera diventò più piccola, mentre nel ‘600 nacquero i contenitori a diversi scomparti destinati a sale,
pepe ed altre
spezie.
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